Identità

In lui rivive l'anima di Ulisse

Andarono incontro alla sera…

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Nella vita di Gaetano Interlandi il viaggio non è mai una metafora letteraria: è un movimento reale, biografico, che attraversa città, ospedali, aule universitarie, vicoli, mari.

Come Ulisse assetato di conoscenza, ha amato attraversare e sperimentare luoghi e genti diverse: Catania, Padova, Verona, Brindisi. Come Ulisse, però, ha agognato il ritorno. La Sicilia, il mare, la giovinezza, gli amici si fondono in un'unica cosa, intrisa di nostalgia — anche a costo di sacrificare ambizioni di carriera e accademiche.

Il nostos non è una nostalgia decorativa: è una scelta etica. Tornare, restare, abitare un luogo significa accettarne la lentezza, il peso delle persone, la fatica delle relazioni che non si possono scegliere e che proprio per questo formano l'identità.

Per questo, nelle pagine che seguono, psichiatria, scrittura, fotografia non sono comparti separati: sono diverse traduzioni dello stesso movimento — uscire e tornare, perdersi e riconoscersi.

Testo proveniente dall'archivio personale di Gaetano Interlandi.

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