— Identità
In lui rivive l'anima di Ulisse
Andarono incontro alla sera…
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Nella vita di Gaetano Interlandi il viaggio non è mai una metafora letteraria: è un movimento reale, biografico, che attraversa città, ospedali, aule universitarie, vicoli, mari.
Come Ulisse assetato di conoscenza, ha amato attraversare e sperimentare luoghi e genti diverse: Catania, Padova, Verona, Brindisi. Come Ulisse, però, ha agognato il ritorno. La Sicilia, il mare, la giovinezza, gli amici si fondono in un'unica cosa, intrisa di nostalgia — anche a costo di sacrificare ambizioni di carriera e accademiche.
Il nostos non è una nostalgia decorativa: è una scelta etica. Tornare, restare, abitare un luogo significa accettarne la lentezza, il peso delle persone, la fatica delle relazioni che non si possono scegliere e che proprio per questo formano l'identità.
Per questo, nelle pagine che seguono, psichiatria, scrittura, fotografia non sono comparti separati: sono diverse traduzioni dello stesso movimento — uscire e tornare, perdersi e riconoscersi.
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Psichiatria
Deistituzionalizzazione della malattia mentale
L'impegno presso il Dipartimento di Salute Mentale di Caltagirone: la cura come atto civile, oltre il manicomio.
Fotografia
Villa Patti, 2007 — sguardi attraversati
Mostra personale al Museo di Villa Patti: gli utenti del Dipartimento di Salute Mentale fotografati durante l'Estemporanea di pittura di Villa Giusino.
Memoria
Memoria del vicolo terzo
La Giudecca di Siracusa: pietre, donne sedute sulla soglia, una geografia minuta della povera gente.
Testo proveniente dall'archivio personale
di Gaetano Interlandi.