Memoria

Memoria del vicolo terzo

Le stagioni non hanno il tempo…

Frammento autobiografico

Ci sono luoghi che non si abitano: si appartengono, semplicemente. La Giudecca di Siracusa è uno di questi luoghi. Vi si entra come si entra in una stanza di famiglia, dove il tempo è disposto in modo diverso dal resto del mondo.

Nel vicolo terzo le pietre sono calde anche d'inverno. I muri portano addosso tutte le mani che li hanno toccati. Le donne, sedute sulla soglia, guardano la luce di pomeriggio come si guarda un parente lontano che sta per partire.

Da qui — dai cortili, dai panni stesi, dalle voci che escono dalle finestre socchiuse — proviene gran parte della scrittura. Non come materiale folkloristico, ma come misura. La Giudecca insegna che la dignità è sempre una questione di silenzio, non di parole.

Testo proveniente dall'archivio personale di Gaetano Interlandi.

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