Cultura

Lettura e cura

Come sei lontana per me, eppure così dentro.

Quaderno

La pratica clinica, per chi la prende sul serio, è sempre stata sostenuta da letture che non hanno nulla di clinico. La poesia, in particolare, ha aiutato a non perdere l'orecchio per la singolarità: ogni paziente ha una voce, una sintassi, una metrica.

Leggere, per uno psichiatra, è un esercizio di prevenzione: previene la trasformazione del paziente in caso, della crisi in protocollo, della parola in sintomo.

Per questo l'archivio personale è inseparabile dalla pratica: i libri letti, sottolineati, annotati nei margini, fanno parte degli strumenti di lavoro come lo stetoscopio o la cartella clinica.

Testo proveniente dall'archivio personale di Gaetano Interlandi.

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